Donne e Voto nell’Italia Repubblicana: una riflessione necessaria nel segno della cultura e dell’unione

Donne e Voto nell’Italia Repubblicana: una riflessione necessaria nel segno della cultura e dell’unione

15 Aprile 2026 Off Di Maurizio Tonelli

Una serata di altissimo profilo culturale e profonda coesione associativa quella vissuta il 15 aprile 2026 dal Lions Club Livorno Porto Mediceo. Presso il ristorante “La Barcarola”, cornice storica della nostra convivialità, si è tenuta la conferenza dedicata al tema “Donne e voto nell’Italia repubblicana”, in occasione dell’ottantesimo anniversario del primo suffragio femminile nel nostro Paese.

Il prestigio dell’evento è stato garantito dalla presenza del Prof. Emanuele Rossi, Ordinario di Diritto Costituzionale presso la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. Giurista di chiara fama, il Prof. Rossi ha saputo guidare l’uditorio attraverso i complessi meandri della storia costituzionale italiana con una padronanza della materia e una capacità divulgativa straordinarie.

La serata ha preso il via sotto la sapiente guida del Cerimoniere Francesca Novelli, che ha introdotto i lavori ringraziando i numerosi presenti e illustrando il significato delle quattro bandiere esposte. Dopo il solenne momento degli inni e la lettura degli scopi lionistici, Novelli ha presentato l’illustre curriculum del relatore.

A fare gli onori di casa è stato il Primo Vice Presidente Matteo Vannucci (in sostituzione del Presidente Cesare Cartei), il quale ha ricordato come il traguardo del 1946 non sia stato un punto di arrivo, ma l’inizio di un percorso verso la parità effettiva che ancora oggi richiede impegno e vigilanza. Il Club ha avuto inoltre il piacere di ospitare l’Avv. Stefania Pesce, Presidente del Lions Club Livorno Host, e la Dott.ssa Daniela Armani, Presidente della sezione FIDAPA di Livorno.

L’intervento del Prof. Rossi è stato un vero e proprio viaggio documentale che ha messo in luce le contraddizioni della storia italiana. Il relatore ha ricordato come già nel 1849 la Costituzione della Repubblica Romana avesse accarezzato l’idea del suffragio universale, ma che la successiva unificazione nazionale portò a un paradosso: lo Statuto Albertino, pur parlando genericamente di “regnicoli“, fu interpretato in senso restrittivo, escludendo di fatto le donne.

Con competenza e una punta di sottile ironia, il professore ha mostrato come il Codice Pisanelli del 1865 avesse addirittura sancito l’autorizzazione maritale, segnando una retrocessione rispetto ai diritti civili goduti in precedenza in alcuni territori della penisola. Attraverso la proiezione di documenti dell’epoca, è emersa la “fatica” di un cammino che ha attraversato anche il fascismo — durante il quale fu concesso un effimero voto amministrativo mai esercitato — e culminato finalmente nel decreto legislativo n. 23 del 1° febbraio 1945. È stato interessante notare come solo l’anno successivo, con il decreto n. 74 del 1946, fu sancita anche l’eleggibilità delle donne (elettorato passivo), completando il quadro del diritto di voto.

Il pubblico, estremamente partecipe, ha dato vita a un “question time” di alto livello, ponendo domande che hanno permesso di approfondire gli aspetti della nostra democrazia. Conclusa la parte accademica, la serata è proseguita con la tradizionale conviviale. Il clima di grande interesse stimolato dalla conferenza si è trasformato in un’atmosfera di piacevole amicizia e confronto. Questi momenti rappresentano l’essenza stessa del nostro Club: la capacità di unire l’approfondimento intellettuale di qualità al piacere dello stare insieme, rafforzando quei legami interni che sono il motore di ogni nostra attività di service.