Giorno della Memoria: il Livorno Porto Mediceo davanti alla lapide di Primo Levi
Come ogni anno, i soci del Lions Club Livorno Porto Mediceo si sono ritrovati in Piazza del Municipio per onorare il Giorno della Memoria. Il Club ha scelto di fermarsi davanti alla lapide che esso stesso, nel 2014, ha posto sulla facciata del Palazzo Comunale per non dimenticare l’orrore della Shoah.
Il Presidente del Club, Cesare Cartei, ha aperto il momento di riflessione dando lettura della celebre poesia di Primo Levi incisa sulla lapide. Nel suo intervento, il Presidente ha illustrato il significato profondo della ricorrenza, soffermandosi in particolare sulla seconda parte del componimento.
Sebbene i versi possano apparire duri e sferzanti, Cartei ha sottolineato come tale severità sia necessaria: è un monito volto alla meditazione profonda e al ricordo perenne. L’obiettivo della lapide, e del trovarsi qui ogni anno, è spronare le coscienze affinché ciò che è accaduto rimanga impresso nella memoria collettiva come un evento che non dovrà mai più ripetersi.
Alla cerimonia ha partecipato l’Assessore del Comune di Livorno, Rocco Garufo, che ha portato un messaggio centrato sul valore dell’empatia. L’Assessore ha invitato i presenti, giunti numerosi insieme ai propri familiari, a fare un esercizio di immedesimazione: immaginare lo strappo violento vissuto da chi, partendo dalla “tiepida casa” e dall’affetto degli amici, è stato improvvisamente trascinato in condizioni disumane verso un destino ignoto e terribile.
Citando le opere fondamentali di Levi, “Se questo è un uomo” e “I sommersi e i salvati”, Garufo ha evidenziato come l’atrocità suprema del nazismo non sia stata solo la violenza fisica, ma il tentativo sistematico di spogliare l’essere umano della propria dignità.
La partecipazione numerosa dei soci e delle loro famiglie conferma la volontà del Lions Club Livorno Porto Mediceo di essere custode di questa memoria. Sostare davanti a quella lapide non è solo un atto di rispetto verso le vittime, ma un impegno civile verso le nuove generazioni, affinché la consapevolezza del passato sia la difesa più forte per il nostro futuro.





